Nel 2014 sono stato sottoposto a bypass gastrico come parte della mia cura dell’obesità. La fase preoperatoria è stata intensa, con una serie di visite e incontri. La mia sessione di orientamento iniziale includeva quasi 50 persone, di cui solo 3 uomini.
A giudicare dalle persone che incontravo nelle sale d'attesa mentre proseguivo le mie visite bariatriche, non era un fatto insolito. Sono anche membro di diversi gruppi di supporto, in cui non più di 1 membro su 5 è un maschio.
Se si osserva l’obesità in tutta la popolazione, non si nota la stessa divisione basata sul sesso. Questo prova che gli uomini non sono alla ricerca di una cura o non chiedono aiuto. Considerata la natura complessa e cronica di questa malattia, temo che molti più uomini reagiscano come avevo fatto io, lasciando che la malattia progredisca in modo incontrollato, sulla base del presupposto che chiedere aiuto sia un segno di debolezza.
In altre aree della medicina (ad esempio la salute mentale) ci si sta sforzando di abbattere il pregiudizio degli uomini che non possono chiedere e ricevere aiuto. Dobbiamo fare lo stesso con l’obesità e i vari trattamenti disponibili.
Abbiamo bisogno di uomini che riconoscano che è giusto chiedere aiuto.